Perché

Finalità generali

Con l’apertura dell’Asilo nel bosco a Ostia si è ravvivata anche in Italia la riflessione su questo approccio pedagogico che privilegia l’esperienza diretta e continuativa (durante tutto l’anno, con tutti i tempi atmosferici) nell’ambiente naturale per i bambini dai 2 ai 6 anni.

Probabilmente molti penseranno che è una bella idea, ma non per tutti, forse un po’ esagerata e comunque poi non così necessaria. Invece la nostra esperienza ci dice sempre di più che l’esperienza abituale del bosco è indispensabile e vitale per i nostri bambini.

Così come l’allattamento è la norma biologica per la nostra specie, e il bisogno di contatto il fondamento di una crescita sana e equilibrata, così il bosco è semplicemente l’habitat naturale dei nostri bambini, il luogo dove da millenni imparano a relazionarasi con il mondo, con la vita, con gli altri. Il bosco così come il prato che lo affianca, il fiume che lo attraversa… tutti gli elementi del paesaggio naturale della nostra regione.

Nel bosco forse non possono imparare tutto, ma imparano le cose fondamentali: a muoversi, ad ascoltare (e a vedere, a toccare, a sentire), ad affronatare gli imprevisti, ad aiutarsi. Imparano la complessità delle relazioni che legano tutti gli esseri viventi sul pianeta, imparano la dimensione del passare e ritornare del tempo, e del cambiamento che condiziona tutta la nostra esistenza.

Ovviamente il punto non è solo andare nel bosco il più possibile, ma starci in un certo modo. E’ quello che proviamo a fare tutte le settimane con le famiglie del gruppo Fuori dalla scuola.

Sono 5 i pilastri su cui si fonda la nostra esperienza nel bosco con i bambini:

  1. Stare fuori: la pioggia, la nebbia, il buio, il sole, modificano e arricchiscono la nostra esperienza del mondo, le nostre percezioni, il nostro sentire. Come si modificano i colori, i materiali, i suoni nelle stagioni e con diversi tempi atmosferici? Uscire solo con il sole è come rinunciare a conoscere il nsotro mondo nella sua varietà e ricchezza, è vedere solo un lato delle cose e rimanere ciechi a tutto il resto.
  2. Essere liberi, liberi di proporre, sperimentare, sbagliare, farsi male, oziare, arrabbiarsi, ripetere, cambiare… di prendersi la responsabilità delle proprie scelte.
  3. Fare esperienza diretta: troppo spesso i nostri bambini imparano il mondo per formule preconfezionate, lasciamo invece intatta la gioia della scoperta, la libertà dell’interpretazione…
  4. Accogliere, chi va piano e chi corre sempre, chi è timido e chi è fracassone: nel bosco c’è spazio per tutti.
  5. Rischiare: di non sapere come va a finire, di lasciar fare, di cambiare idea, di non avere il controllo, di condividere le scelte. Accogliere l’imprevisto, l’avventura, la sorpresa, e anche la paura.

 

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